Normative e Standard

Le principali normative tecniche di riferimento

Le normative tecniche UNI, EN, ISO e DIN definiscono criteri, caratteristiche e metodi di prova utilizzati per favorire qualità, sicurezza e compatibilità di prodotti e componenti nei diversi settori industriali.

In questa sezione della Biblioteca Tecnica approfondiamo i principali sistemi di normazione UNI, EN, ISO e DIN, con spiegazioni pratiche e riferimenti utili per il mondo della ferramenta, della meccanica, dell’industria e dell’impiantistica.

Le informazioni hanno carattere divulgativo e non sostituiscono la consultazione delle norme ufficiali nelle loro versioni aggiornate.

UNI, EN, ISO e DIN: significato e differenze

UNI – Normativa Italiana

L’Ente Italiano di Normazione (UNI) è responsabile dello sviluppo e della pubblicazione di norme tecniche nazionali in numerosi settori produttivi.

Le norme UNI definiscono requisiti, caratteristiche, terminologia e metodi di prova per prodotti, materiali, processi e servizi.

Una norma identificata dalla sigla UNI può essere nazionale oppure recepire una norma europea o internazionale, come nei casi UNI EN e UNI EN ISO.

Le norme tecniche sono generalmente volontarie, salvo quando disposizioni legislative, contratti o altri obblighi ne richiedono l’applicazione.

EN – Normazione europea

EN significa European Norm (Norma Europea) e identifica le norme tecniche europee adottate dagli organismi nazionali di normazione dei Paesi membri.

Le norme EN vengono elaborate principalmente dagli organismi europei CEN, CENELEC ed ETSI, ciascuno nei rispettivi ambiti di competenza.

Una norma EN deve essere recepita dagli organismi nazionali competenti, che ritirano eventuali norme nazionali in contrasto. In Italia viene generalmente identificata dalla sigla UNI EN.

Le norme europee favoriscono l’armonizzazione dei requisiti tecnici e la compatibilità di prodotti e sistemi nei diversi mercati europei.

Esempio pratico: la UNI EN 1004-1 riguarda i trabattelli costituiti da elementi prefabbricati e ne definisce requisiti relativi a materiali, dimensioni, carichi di progetto, sicurezza e prestazioni.

ISO – Normazione internazionale

ISO è l’acronimo comunemente utilizzato per identificare l’International Organization for Standardization, l’organizzazione internazionale che sviluppa norme tecniche condivise tra gli organismi nazionali di normazione.

Le norme ISO definiscono requisiti, caratteristiche, metodi di prova e criteri di riferimento per prodotti, materiali, processi e sistemi di gestione.

L’obiettivo è favorire la qualità, la sicurezza, l’interoperabilità e la compatibilità tecnica a livello internazionale.

Quando una norma ISO viene adottata anche a livello europeo e recepita in Italia, può essere identificata dalla sigla UNI EN ISO.

Esempio pratico: la UNI EN ISO 898-1 definisce le caratteristiche meccaniche degli elementi di collegamento filettati in acciaio al carbonio e acciaio legato, nel proprio campo di applicazione. È un riferimento fondamentale per comprendere le classi di resistenza delle viti, come 8.8, 10.9 e 12.9.

DIN – Normazione tedesca

DIN è l’acronimo di Deutsches Institut für Normung, l’ente tedesco di normazione che sviluppa e pubblica norme tecniche in numerosi settori industriali.

Le norme DIN definiscono caratteristiche dimensionali, requisiti tecnici, terminologia e metodi di prova per prodotti, materiali e componenti.

Nel settore della ferramenta e della meccanica, le sigle DIN sono particolarmente diffuse per identificare viti, dadi, rondelle e altri elementi di fissaggio.

Alcune norme DIN sono state sostituite da norme europee EN o internazionali ISO. Tuttavia, le vecchie denominazioni DIN rimangono frequentemente utilizzate nei cataloghi commerciali e nelle richieste di acquisto.

Esempio pratico: la sigla DIN 933 è ancora molto utilizzata per identificare le viti a testa esagonale con filettatura completa. Il riferimento internazionale corrispondente per le caratteristiche dimensionali è ISO 4017, ma le specifiche applicabili devono essere verificate in base alla norma e all’edizione richiesta.

Normative tecniche per bullonerie e fissaggi

Nel settore della bulloneria e dei fissaggi, le normative tecniche costituiscono un riferimento fondamentale per identificare correttamente viti, dadi, rondelle ed elementi filettati.

Le norme possono definire dimensioni, tolleranze, caratteristiche meccaniche, materiali e metodi di prova, contribuendo alla scelta dei componenti più adatti alle diverse applicazioni.

In questa sezione sono raccolti i principali riferimenti UNI, EN, ISO e DIN, organizzati per argomento e collegati alle guide pratiche della Biblioteca Tecnica.

Per ogni norma è importante verificare l’edizione vigente e il relativo campo di applicazione.

Filettature metriche ISO

Per approfondire le caratteristiche delle filettature e consultare le tabelle tecniche, visita la nostra guida alle filettature

ISO 68-1 — Profilo di base delle filettature metriche ISO

La norma ISO 68-1 definisce il profilo di base delle filettature metriche ISO per impieghi generali, caratterizzato da un angolo del filetto di 60°.

Questo profilo costituisce il riferimento geometrico per la definizione delle filettature metriche utilizzate in numerosi componenti meccanici, come viti, bulloni e dadi.

Esempio pratico: una filettatura M10 × 1,5 identifica un diametro nominale di 10 mm e un passo di 1,5 mm. Il profilo di base è definito dalla ISO 68-1, mentre la scelta dei diametri e dei passi è trattata da altre norme, tra cui ISO 261.

ISO 261 — Diametri e passi delle filettature metriche

La norma ISO 261 definisce il piano generale delle filettature metriche ISO per impieghi generali, indicando le combinazioni di diametri nominali e passi.

La norma comprende filettature a passo grosso e a passo fine, utilizzate nella progettazione e nella produzione di componenti filettati.

Esempio pratico: per un diametro nominale di 10 mm possiamo trovare la filettatura M10 × 1,5, comunemente utilizzata a passo grosso, oppure M10 × 1,25, a passo fine.

La scelta del passo dipende dalle caratteristiche del collegamento e dalle esigenze dell’applicazione.

ISO 262 — Dimensioni selezionate delle filettature metriche

La norma ISO 262 individua una selezione di diametri nominali e passi delle filettature metriche ISO per viti, bulloni e dadi, scegliendoli tra quelli previsti dal piano generale della ISO 261.

Questa selezione favorisce la standardizzazione dei collegamenti filettati e semplifica la scelta dei componenti nelle applicazioni meccaniche.

Esempio pratico: una vite M8 × 1,25 utilizza una combinazione standardizzata di diametro e passo. La ISO 262 aiuta a individuare le dimensioni preferenziali per gli elementi di collegamento filettati.

Tolleranze delle filettature ISO

ISO 965 — Tolleranze delle filettature metriche ISO

La serie di norme ISO 965 definisce il sistema delle tolleranze per le filettature metriche ISO per impieghi generali, stabilendo i criteri dimensionali necessari per garantire il corretto accoppiamento tra filettature interne ed esterne.

Le tolleranze vengono identificate mediante combinazioni di numeri e lettere, che indicano la classe di tolleranza della filettatura.

Esempio pratico: una vite con filettatura M10 × 1,5 – 6g e un dado con filettatura M10 × 1,5 – 6H rappresentano un accoppiamento comunemente utilizzato nella bulloneria.

La sigla 6g identifica una classe di tolleranza per la filettatura esterna, mentre 6H identifica una classe di tolleranza per quella interna.

Normative per viti, dadi e rondelle

Le normative dimensionali definiscono le caratteristiche geometriche e le dimensioni principali degli elementi di fissaggio, come viti, bulloni, dadi e rondelle.

Questi riferimenti permettono di identificare correttamente i componenti, facilitando la scelta dei prodotti e la loro intercambiabilità nelle applicazioni meccaniche e industriali.

Tra le norme più utilizzate troviamo le ISO 4014, ISO 4017, ISO 4762, ISO 4032 e ISO 7089, ciascuna riferita a specifiche tipologie di elementi di fissaggio.

Per approfondire le caratteristiche, le tipologie e le applicazioni dei principali elementi di fissaggio, consulta la nostra guida dedicata a viti e bulloni.

Per conoscere le principali tipologie, le caratteristiche e gli impieghi di dadi e rondelle, consulta la guida tecnica dedicata a dadi e rondelle.

ISO 4014 — Viti a testa esagonale con gambo parzialmente filettato

La norma ISO 4014 definisce le caratteristiche dimensionali delle viti a testa esagonale con gambo parzialmente filettato, con filettatura metrica ISO e nei limiti del proprio campo di applicazione.

Queste viti presentano una parte del gambo liscia e una parte filettata. Sono utilizzate in numerosi collegamenti meccanici, dove la presenza del tratto non filettato può essere utile in funzione delle caratteristiche dell’assemblaggio.

Esempio pratico: una vite M10 × 60 conforme alla ISO 4014 presenta un diametro nominale di 10 mm e una lunghezza nominale di 60 mm, misurata sotto la testa. La lunghezza della parte filettata dipende dalle dimensioni previste dalla norma.

ISO 4017 — Viti a testa esagonale interamente filettate

La norma ISO 4017 definisce le caratteristiche dimensionali delle viti a testa esagonale con filettatura metrica ISO estesa lungo il gambo, secondo le dimensioni e le condizioni previste dalla norma.

Queste viti sono ampiamente utilizzate nei collegamenti meccanici e industriali, soprattutto quando è necessario disporre di una parte filettata estesa per il fissaggio dei componenti.

Esempio pratico: una vite M10 × 60 conforme alla ISO 4017 presenta un diametro nominale di 10 mm e una lunghezza nominale di 60 mm, misurata sotto la testa.

Differenza rispetto alla ISO 4014: la ISO 4014 identifica viti con gambo parzialmente filettato, mentre la ISO 4017 identifica viti con gambo interamente filettato, nei rispettivi campi di applicazione.

ISO 4762 — Viti a testa cilindrica con esagono incassato

La norma ISO 4762 definisce le caratteristiche dimensionali delle viti a testa cilindrica con esagono incassato, comunemente conosciute come viti a brugola.

Queste viti presentano una testa cilindrica e un’impronta esagonale interna, che permette il serraggio mediante una chiave esagonale maschio.

Sono particolarmente utilizzate nelle costruzioni meccaniche, nei macchinari industriali e negli assemblaggi in cui lo spazio disponibile per il serraggio è limitato.

Esempio pratico: una vite ISO 4762 M8 × 30 presenta un diametro nominale di 8 mm e una lunghezza nominale di 30 mm, misurata sotto la testa.

Riferimento commerciale: queste viti sono ancora frequentemente identificate nei cataloghi con la precedente denominazione DIN 912.

Normative dimensionali per dadi e rondelle

ISO 4032 — Dadi esagonali normali

La norma ISO 4032 definisce le caratteristiche dimensionali dei dadi esagonali normali (tipo 1), con filettatura metrica ISO, secondo le dimensioni e le condizioni previste dal proprio campo di applicazione.

Questi dadi sono ampiamente utilizzati nei collegamenti meccanici e industriali, in abbinamento a viti e bulloni con filettatura compatibile.

La forma esagonale consente il serraggio mediante chiavi fisse, combinate o a bussola.

Esempio pratico: un dado ISO 4032 M10 presenta una filettatura metrica con diametro nominale di 10 mm. Per il corretto accoppiamento occorre verificare anche il passo, la classe di tolleranza e le caratteristiche meccaniche richieste.

Riferimento commerciale: la denominazione DIN 934 è ancora diffusa nei cataloghi, ma non deve essere considerata automaticamente equivalente alla ISO 4032, poiché possono esistere differenze dimensionali e di specifica.

ISO 7089 — Rondelle piane, serie normale

La norma ISO 7089 definisce le caratteristiche dimensionali delle rondelle piane di serie normale, grado di prodotto A, secondo le dimensioni e le condizioni previste dal proprio campo di applicazione.

Queste rondelle vengono utilizzate nei collegamenti filettati, generalmente tra la testa della vite o il dado e la superficie del componente da fissare.

La loro funzione principale è distribuire il carico di serraggio su una superficie di appoggio più ampia, contribuendo a limitare le pressioni localizzate.

Esempio pratico: una rondella ISO 7089 di dimensione nominale 10 è destinata all’impiego con elementi di fissaggio di diametro nominale M10, purché le caratteristiche del collegamento siano compatibili.

Riferimento commerciale: la denominazione DIN 125-A è ancora frequentemente utilizzata nei cataloghi per identificare rondelle piane di questa tipologia. È comunque necessario verificare la corrispondenza delle specifiche richieste.

Normative sulle classi di resistenza

ISO 898-1 — Caratteristiche meccaniche delle viti in acciaio

La norma ISO 898-1 definisce le caratteristiche meccaniche e fisiche di viti, bulloni e prigionieri realizzati in acciaio al carbonio e acciaio legato, nei limiti del proprio campo di applicazione.

Questa norma stabilisce i requisiti relativi alle diverse classi di resistenza, utilizzate per identificare le proprietà meccaniche degli elementi di fissaggio.

Esempio pratico: una vite di classe 8.8 presenta una resistenza nominale a trazione di 800 MPa e un rapporto nominale tra limite di snervamento e resistenza a trazione pari a 0,8.

Le classi 8.8, 10.9 e 12.9 sono tra le più conosciute nel settore della bulloneria meccanica. La scelta della classe appropriata dipende dalle condizioni di impiego e dai requisiti del collegamento.

Per approfondire il significato delle classi 8.8, 10.9 e 12.9 e comprenderne le principali caratteristiche meccaniche, consulta la nostra guida sulle classi di resistenza delle viti.